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Prima di farmi portavoce della filosofia Low Code mi sono fatto due domande. Funziona davvero? Che mercato c’è?
Bene, sul fatto che funziona l’ho sperimentato in prima persona, realizzando 3 applicazioni in 1 settimana: puoi trovarle qui.
Per capire se il mercato sia pronto ad un salto tecnologico, ho cercato sondaggi e articoli di settore. Qui di seguito ho raccolto i risultati più interessanti.

Qual è il mercato per applicazioni low code? C’è interesse, e da parte di chi?

Quando una tecnologia tenta di emergere, il mercato deve essere pronto ad accoglierla, o fallirà.
Lo sviluppo low code ha trovato spazio in settori eterogenei: il mercato della finanza fa da padrone (Barclays, Iccrea), seguito da settori tra i più disparati, si va dal food al manifatturiero, dall’ automotive alla PA.
Anche multinazionali del settore tecnologico stanno manifestando interesse sempre crescente: ho trovato casi di studio relativi ad applicazioni low code utilizzate in Siemens.
Da ultimo, anche Google ha manifestato interesse per questo tipo di approccio, creando la propria piattaforma low code: Google AppSheet.

Per rispondere alla domanda: l’interesse c’è, i leader di mercato si sono accorti di questa svolta tecnologica e la stanno integrando nei processi aziendali.

Finanza, manifattura, PA… ma i clienti sono soddisfatti delle applicazioni low code?

Mi sono imbattuto in un sondaggio che ha intervistato 254 responsabili IT e business decision maker di aziende eterogenee negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia.
L’84% di loro ha già adottato piattaforme di sviluppo low-code, accelerando lo sviluppo di applicazioni con l’effetto di migliorare le capacità IT già esistenti: hanno innovato prodotti e servizi, diventando più agili nelle attività commerciali.
I pareri emersi da questa platea di intervistati sono sicuramente interessanti:

  • L’80% di loro concorda nel ritenere il low code utile nell’automazione di attività di sviluppo ripetitive, come la codifica di maschere (form) e regole di business.
  • Il 60% ritiene il low code uno strumento valido per lo sviluppo di applicazioni mission-critical.
  • Per più dell’80% degli intervistati, il low code è l’occasione per riorganizzare le attività degli sviluppatori, spostando il loro lavoro su progetti di livello superiore, ottimizzando le risorse e il tempo.

Ma qual è il guadagno effettivo di un approccio low code rispetto allo sviluppo tradizionale?

Non è stato facile trovare casi di studio documentati: chi adotta soluzioni low code acquista un vantaggio importante sui competitors, ed è restìo a condividere informazioni dettagliate.
Tuttavia ho trovato due casi emblematici.

Eupragma ha adottato una piattaforma low code enterprise, mettendola a confronto con la modalità di sviluppo tradizionale. Il risultato è stato senza appello: sviluppare il software con strumenti tradizionali richiede un costo del 20% superiore e una realizzazione in tempi 4 volte più lunghi rispetto allo sviluppo low code.

L’elaborazione ordini per Ricoh, sviluppata con una piattaforma low code, ha incrementato del 40% l’efficienza del servizio, con una crescita direttamente proporzionale nella soddisfazione della clientela.

Conclusioni…

Il low code sta riscuotendo critiche molto incoraggianti: in molti sono convinti che sarà uno strumento indispensabile per far fronte ad un mercato che chiede soluzioni sempre più su misura e in tempi sempre più rapidi.

La tua azienda potrebbe trovarsi, in breve tempo, a competere con piattaforme enterprise low code, o a chi le utilizza per realizzare applicazioni per i propri clienti: non farti trovare impreparato!

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